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30-09-2009

VERME~ROBOTS: recensione su CampaniaRock >>> leggi tutto

C’erano una volta i Crawler, seminale crossover-metal band a metà strada tra Napoli e Salerno. Dopo due lavori, rivoluzione in casa con l’ingresso di Francesco Tedesco (dei Da’namaste, altra band underground salernitana) che si affianca ad Antonio Senesi (voce e chitarra) e Pasquale Aliberti (basso, direttamente dagli Underscore). Nuovo nome, Verme~ Robots, sound più diretto ed essenziale, avvicinamento a sonorità che virano al prog (stile Mars Volta) ma senza abbandonare la “mamma crossover-metal”.

CAMPANIAROCK

Il nuovo corso coincide con la neonata etichetta indie “I Make Records” che si occupa del management e della promozione. Nasce così “Crawling In The Rush Hour”, dieci brani che dimostrano la nuova strada intrapresa dai Verme~ Robots. “Psycho-City”, secondo brano dell’album, è lento con la giusta dose di chitarre, descrivendo una tormentata storia (d’amore?) tra bugie, falsità e sofferenze. “The Animal” è ossessiva, come i videoclip dei Tool (l’artwork dell’album sembra ispirarsi anche a loro), “New Skin” sottolinea il buon lavoro fatto in fase di produzione, “Frenetic Quite” è una corsa verso l’abisso, con la doppia voce che riporta ai Linea 77.

“Just Let Me Scream Like burning inside my mind” invocano in “Emotive”: ancora amore nero, tormentato e convulso. In “Change” è la voce sensuale di Teresa Tedesco che avvicina la band a dei Lacuna Coil meno dark. Chitarra e melodie, grawl e hardcore: “Crawling In The Rush Hour” mette a fuoco una provincia assetata di rock, di “sensazioni forti”. Aspettiamo anche un album in italiano.
Luigi Ferraro